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Passeggiando nel nostro magico territorio
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Camminando fra le contrade e i boschi intorno alla nostra ricotteria, potreste imbattervi luoghi suggestivi non solo per la loro bellezza. I nostri nonni, infatti, raccontano che quei luoghi sarebbero stati abitati da creature magiche. Vi abbiamo già parlato delle anguane: le fate della natura che secondo la leggenda hanno insegnato agli uomini diverse arti, tra cui la produzione della ricotta. Oggi invece vi riveliamo dove potete andarle a cercare, magari in occasione di una bella passeggiata primaverile.


Un territorio davvero magico

Per parlarvene, abbiamo chiesto a Giancarlo Bertinazzi, ristoratore, esperto di folklore locale e autore di romanzi ambientati nel nostro territorio che che hanno per protagoniste proprio le anguane. «Nelle nostre zone - spiega - non c’è valle o grotta che non abbia qualche leggenda legata a esseri fantastici: strìe (streghe), salbanelli (folletti), orchi… Ma fra tutti le anguane sono quelle più presenti nella tradizione locale». Ecco come raggiungere alcuni fra i più suggestivi di questi luoghi.


Il “sentiero delle anguane” e la “Montagna spaccata”

A contrada Laita, frazione di Crespadoro (VI), lo stesso Giancarlo Bertinazzi ha attrezzato un facile sentiero nel bosco di una mezz’ora circa con delle casette per gli uccelli, al cui interno si trovano informazioni su anguane, salbanelli, orchi e strìe. Da località San Quirico a Valdagno (VI) si raggiunge invece il suggestivo sentiero della “Montagna spaccata”: un luogo in cui si dice vivesse l’anguana Etele, protagonista di una leggenda che racconta del suo amore impossibile con un uomo del luogo.


Il “Bosco delle fade”

Il “Bosco della fade” prende il nome proprio dalle creature magiche che si dice vivessero (o vivano ancora?) al suo interno. Si raggiunge da Durlo, frazione di Crespadoro (VI), attraverso un tranquillo percorso ad anello di circa 1,5 ore fra castagni secolari e contrade fuoi dal tempo. Un altro sentiero dal centro della frazione, permette di salire in 40 minuti il cono del monte Purga, sulla cui sommità si trovano i ruderi di un antico maniero e da cui è ancora possibile dominare con lo sguardo la vallata.


Il “Buso delle anguane”

Sempre da Durlo, prendendo il sentiero in salita verso contrada Micheletti si può raggiungere in un paio d’ore il “Buso delle anguane”: una caverna profonda quasi 500 metri che, secondo la leggenda, era una dimora delle fate del bosco. Raggiunto l’ingresso, vi troverete in un ambiente ancestrale, con una vista che vi riporterà indietro di qualche secolo. All’interno sono presenti stalattiti e stalagmiti e una “finestrella” che fa filtrare dall’esterno la luce del sole con un effetto... davvero magico!

E che ne direste di completare la giornata con un salutare pic nic “a chilometro zero”? Panini con il nostro Spalmabile di Ricotta e, per finire, un buon Tiramisù di Ricotta! (E se vi fa piacere accompagnare il pranzo con un buon bicchiere di vino del territorio, qui c'è un post che fa per voi...).